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ESPERIMENTO DI SCOLE


GLI ESPERIMENTI DI SCOLE PROVANO L'ESISTENZA DELL' ALDILA'



Per gli scettici dalla mentalità aperta, le prove, raccolte per un periodo di oltre quattro anni mediante più di 500 sedute eseguite dagli sperimentatori di Scole e dal gruppo dell'Aldilà, sono assolute, definitive e inconfutabili. In molti li considerano come i più rilevanti esperimenti sull'Aldilà condotti in epoca recente in tutto il mondo.

Victor Zammit


Scole è un villaggio della Contea di Norfolk in Inghilterra. Utilizzandolo come base, i medium Robin e Sandra Foy, Alan e Diana Bennett e altri sperimentatori produssero prove lampanti dell'esistenza dell'Aldilà mediante esperimenti condotti in Inghilterra, negli Stati Uniti, in Irlanda e in Spagna. Altri gruppi di tutto il mondo stanno ripetendo i loro risultati che non mancheranno di convincere anche i più ostinati scettici dalla mentalità aperta.

Come si procedette all'autenticazione dei fenomeni
Tra gli scienziati e gli investigatori più esperti che presero parte agli esperimenti di Scole non possiamo non ricordare il Prof. David Fontana, il Prof. Arthur Ellison e Montague Keen. Naturalmente, durante quei quattro anni ci furono molti altri che parteciparono agli esperimenti in qualità di esperti o di ospiti: il Dott. Hans Schaer, un avvocato, il Dott. Ernst Senkowski, Piers Eggett, Keith Mcquin Roberts, il Dott. Rupert Sheldrake, il Prof. Ivor Grattan-Guiness - tutti con esperienza scientifica o di altro genere, ma comunque di alto livello - e un gruppo di altri testimoni altamente attendibili, che avevano avuto anni d'esperienza in materia di fenomeni paranormali.


Il coinvolgimento degli scienziati della NASA



Negli Stati Uniti, agli esperimenti prese parte anche un gran numero di scienziati. C'erano anche scienziati esperti dell'agenzia spaziale NASA e altri dell'Institute of Noetic Sciences, la cui sede è vicino a San Francisco, come pure rappresentanti della Stanford University. Grant e Jane Solomon riferiscono che circa quindici scienziati del gruppo della NASA successivamente costituirono il loro gruppo di ricerca sul paranormale per comunicare con le entità dell'Aldilà.

Al lettore chiedo di considerare una cosa di fondamentale importanza: durante gli esperimenti il "gruppo spirituale" che lavorava dall'Aldilà affermò espressamente che erano loro a dar vita ai fenomeni paranormali testimoniati. Tutto ciò allo scopo di escludere dal novero delle possibili spiegazioni degli effetti degli esperimenti di Scole fenomeni di "Percezione Extrasensoriale" e altre congetture teoriche e astratte. Il "gruppo spirituale" si identificò: c'erano John Paxton – uno spirito evoluto; Manu – descritto come una guida spirituale estremamente potente; Patrick McHenna - descritto come "un'anima piacevole" di origine irlandese; Raji – un cordiale personaggio indiano; e la Signora Emily Bradshaw – una "aiutante spirituale gradevole e precisa". Edward Matthews era una "meravigliosa anima sensibile". Gli "scienziati spirituali" si identificarono come William, Albert, Joseph ed Edwin. Saltuariamente erano ospiti osservatori spirituali, come la medium di talento Helen Duncan.


La Relazione di Scole



È disponibile una relazione scientifica preparata per la Society for Physical Research (Società per la Ricerca sul Paranormale). Sul suo sito web è possibile trovare una relazione riassuntiva di 300 pagine che convalida i fenomeni. Secondo Montague Keen, che parla per conto di tre investigatori che scrissero la Relazione, "Nessuno dei nostri critici è stato in grado di individuare un solo caso di frode o inganno". (Keen ed Ellison 1999).

Il gruppo iniziò con due medium che consegnavano messaggi da un gruppo non fisico. Molti di questi messaggi contenevano informazioni personali di cui nessun altro era a conoscenza. Presto i messaggi si presentarono nella forma di voci che chiunque nella stanza poteva ascoltare. Poi fu il momento della effettiva materializzazione di persone e oggetti dal lato non fisico. Molti degli sperimentatori provarono il tocco fisico e si verificò la levitazione di un tavolo.


Materializzazioni e fotografie di spiriti



Si materializzarono più di cinquanta oggetti di piccole dimensioni, compresi una collana d'argento, una moneta con l'effige di Churchill, una piccola sfera di cristallo di quarzo rosa, un penny inglese del 1940, una moneta da un franco del 1928, un ciondolo d'argento del "Gream Reaper", una copia originale del Daily Mail del 1° aprile del 1944, una copia originale del Daily Express del 28 maggio 1945, e molti altri.

Con la fotografia furono condotti interessanti esperimenti. Vennero impresse immagini su rullini sigillati posti in una scatola chiusa a chiave. Queste immagini comprendevano foto reali di persone e luoghi, a volte del passato, e vari versi oscuri e disegni che richiesero sforzo per essere identificati. C'erano anche immagini di altre dimensioni e degli esseri che le abitano. Alla fine, alcune videocamere furono in grado di registrare immagini di disincarnati.


Luci metafisiche



Uno dei fenomeni più spettacolari degli esperimenti di Scole furono le luci metafisiche che si materializzarono e volteggiarono nella stanza dando vita a varie coreografie. Occasionalmente, queste luci emettevano raggi e attraversavano oggetti solidi. Quando toccavano le persone, c'era una sensazione percepibile, e quando entravano nel corpo di una persona, si verificava una guarigione. La velocità, le diverse configurazioni e altri fenomeni legati alle luci erano sbalorditivi - a maggior ragione per il fatto che tutti i testimoni affermarono che era impossibile che le luci potessero essere state in alcun modo manipolate fisicamente in maniera fraudolenta. Tutti questi fenomeni furono accompagnati da improvvisi e intensi crolli della temperatura.

Ecco come Piers Eggett, uno dei testimoni oculari, descrisse le luci:
"Era una piccola sfera di luce bianca che si muoveva nella stanza in tutte le direzioni, a volte a grande velocità, lasciando una scia, come un fuoco d'artificio, per la persistenza della visione... A volte la luce si librava a mezz'aria, e poi toccava alcuni dei presenti, provocando loro una piccola scossa elettrica".
Secondo gli altri testimoni oculari, il punto di luce, normalmente singolo:
• Si lanciava a grande velocità e si esibiva in elaborate piroette ... compresi cerchi perfetti, eseguiti ad alta velocità e con una precisione che pareva incompatibile con la manipolazione fisica.
• Si posizionava sulle mani tese e saltava da una ad un'altra.
• Entrava in un cristallo e rimaneva sotto forma di un puntino di luce che si muoveva all'interno del cristallo ...
• Colpiva la superficie del tavolo con un urto acuto, o colpiva il vetro della cupola o un piatto con un tintinnio appropriato, e lo faceva ripetutamente rimanendo visibile come un puntino di luce ben definito.
• Rispondeva a richieste, come illuminare e irradiare parti del corpo dei testimoni.
• Si muoveva al ritmo della musica registrata sul nastro.
• Produceva "lampi di luce" nell'area di una grande stanza, ad una distanza di 3-3,5 metri dal gruppo che sedeva intorno ad un tavolo (in Spagna).
• Spesso si lanciava "in picchiata" sulla superficie del tavolo, colpendola in maniera ben visibile e udibile, e dando l'impressione di riemergere da un'area posta immediatamente sotto il tavolo (Los Angeles, Stati Uniti).
• Cambiava forma, passando da un puntino di luce a una radiazione generalizzata.
• Si muoveva ad altissima velocità, descrivendo, a tratti, perfette figure geometriche a una distanza di circa mezzo metro dal volto dei visitatori, ma senza emettere alcun suono e senza creare alcun movimento percepibile dell'aria.


Testimonianza di un mago esperto



Gli scettici potrebbero sostenere che questi effetti potrebbero essere prodotti da prestigiatori sui palcoscenici utilizzando grossi cavi di fibra di vetro che proiettano luci al laser.

Questa possibilità, naturalmente, venne presa in considerazione da James Webster, mago professionista e membro di vecchia data del Circolo dei Maghi, il quale ha alle spalle oltre cinquant'anni di indagini sul paranormale. In tre occasioni assistette agli esperimenti del gruppo di Scole e pubblicò le sue relazioni. La sua conclusione è stata recentemente pubblicata sulla rivista inglese Psychic World (giugno 2001):
Non ho scoperto nessun segno di frode e, a mio parere, tali frodi non sarebbero state possibili, sia per il tipo di fenomeni osservati, sia per le condizioni in cui si sono prodotti ...

Kingsley Fairbridge

Ci furono parecchie rivelazioni sorprendenti durante gli anni degli esperimenti di Scole - ma una che ho trovato particolarmente interessante riguardava un componente del gruppo spirituale, il cui nome sulla Terra era Kingsley Fairbridge
Le informazioni del gruppo spirituale attestavano che Kingsley Fairbridge era nato in Sud Africa, aveva frequentato le scuole ad Oxford e si era trasferito in Australia. Là Kingsley aveva fondato le Fairbridge Farm Schools, per insegnare un mestiere ai bambini svantaggiati. Purtroppo Kingsley non godeva di buona salute e morì piuttosto giovane. Nessuno sembrava sapere nulla di lui, ma il gruppo di Scole si sforzò di indagare in dettaglio. Sul nuovo Bollettino di Scole venne pubblicato un avviso con una richiesta d'aiuto.
Uno degli abbonati al Bollettino, un pilota della California, riferì le informazioni a dei conoscenti in Australia. E, sorpresa, un amico del pilota conosceva la figlia di Kingsley Fairbridge che viveva ancora in Australia! La figlia contattò il gruppo di Scole che le inviò una copia della fotografia materializzatasi dall'Aldilà. La figlia di Kingsley Fairbridge confermò l'accuratezza delle informazioni, tutti i dettagli che le furono comunicati e anche la foto di suo padre che le venne inviata
Molto di quello che si verificò durante gli esperimenti di Scole non è nuovo alla ricerca sul paranormale. Nel passato, i sensitivi riferivano di luci danzanti, di materializzazioni, di contatti verbali con le entità dell'Aldilà. Per ulteriori informazioni si consiglia di fare riferimento all'Enciclopedia delle Scienze Metafisiche di Fodor del 1934, alla voce ANDREWS, Mrs. MARY, di Moravia, presso Auburn negli U.S.A., una delle primissime medium esperte nella materializzazione.

www.victorzammit.com




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LA MONTAGNA SPACCATA DI GAETA (LATINA)

La mano del turco - Foto di Montagna Spaccata, GaetaSul promontorio del Monte Orlando a Gaeta, in provincia di Latina, sorge il Santuario della Santissima Trinità altrimenti detto anche Santuario della Montagna Spaccata. Il Santuario fu edificato dai monaci benedettini di Cassino nel secolo XI e sorge in un contesto di estremo interesse e particolarità tanto che si colloca come uno dei più importanti siti esoterici e mistici italiani. Narra la leggenda che alla morte di Cristo il monte si spaccò e proprio attorno al Santuario vi sono tre enormi spaccature verticali nella roccia che cadde a picco sul mare. La prima spaccatura somiglia ad una grotta chiamata la "Grotta del Turco". Nel IX secolo, quanto c'era il Ducato di Gaeta, le navi dei saraceni avevano trovato rifugio proprio in questo promontorio e uno di loro, un miscredente toccò, deformandola, la roccia con una mano. Si raggiunge la grotta con una scalinata il cui accesso è a pagamento. La seconda spaccatura vede la presenza della Chiesetta del Santissimo Crocifisso, un enorme masso rimasto incastrato tra due pareti verticali. Sotto la cappella e il macigno, che ne costituisce la base, la spaccatura dette origine ad una grotta famosa per uno dei tanti miracoli raccontati nella zona. Sembra che quando il masso si incastrò tra le pareti nell'anno 1400 la popolazione della zona pensò che era un miracolo dato che non sembrava un'opera naturale e convinto che non si staccherà mai decisero di raccogliere denaro per la costruzione della Chiesetta del Santissimo Crocifisso meta di pellegrinaggi. La terza spaccatura è visibile solo dal mare e non è accessibile. 


Questa foto di Montagna Spaccata è offerta da TripAdvisor.

CONTATTI

Telefono: 0039 0771 743070 - 0771 741221
Fax: 0039 0771 451415
Sito web: www.parks.it/parco.monte.orlando - www.parcorivieradiulisse.it
Email: rivieradiulisse@parchilazio.it , mscalesse@regione.lazio.it

ORARIO

visitabile liberamente tutto l'anno
Il Mausoleo di Lucio Munazio Planco è attualmente chiuso al pubblico.
Per le visite alla Montagna Spaccata, Grotta del Turco e Cappella di S. Filippo Neri, contattare il Santuario della SS. Trinità ( tel. 0771 462068 - orari apertura: 9.00-12.00 15.00-18.00 )

INFORMAZIONI

Liberamente fruibile
Servizio navetta € 1,00 (è attivo tutti i giorni nel periodo estivo, in altri periodi si consiglia di contattare lo 0771 743060 )

per l'Associazione Studi Paranormale, Emiliano Amici (www.sguardosulmedioevo.org)
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IL MANOSCRITTO DI VOYNICH

Il Manoscritto Voynich, soprannominato il Manoscritto Misterioso, è un libro formato da 102 fogli, che danno un totale di 204 pagine scritte e illustrate. Tutto il manoscritto è fittamente coperto da un insieme di caratteri non identificati ( circa 250.000; 4182 sono parole e di queste 1284 sono presenti più di una volta).

Il libro è corredato da numerose illustrazione grazie alle quali gli studiosi hanno suddiviso il manoscritto il 5 parti: Botanica, astrologica, farmacologica, biologia e infine una sezione senza immagini, presumibilmente un indice o una rubrica.

La parte botanica comprende una serie di disegni di piante dalla forma strana, bizzarra e sconosciuta su questo pianeta; con foglie, radici, steli e fiori contorti e alcuni con addirittura piccole teste umane. 
Le pagine della sezione botanica hanno una struttura costante: il disegno della pianta occupa quasi tutta la pagina, i colori predominanti sono il verde, il marrone, il giallo, il rosso e il blu. Intorno all'immagine è disposto il testo composto da caratteri incomprensibili. 

La seconda parte astronomica o astrologica, presenta 25 diagrammi che ricordano i temi astrali e che contengono molte stelle. Troviamo circonferenze concentriche o con segmenti che si irradiano dal centro all'esterno. Alcuni schemi mostrano la classica raffigurazione del sole e della luna con volti umani; sui cerchi vi sono molte iscrizioni nella stessa scrittura del testo. Si riconoscono anche alcuni segni zodiacali .

La terza sezione Biologica presenta 
227 figure umane, di cui solo tre le figure (forse) maschili. 
Il riferimento alla biologia è solo dovuto alla presenza di dozzine di donne nude in piedi, con le pance piuttosto rotonde e prominenti, che emergono da misteriosi tubi o pozze colme di liquidi. I ricettacoli in cui stanno le donne sono quasi sempre in collegamento tra di loro tramite tubi o canne. In altre pagine, vediamo gruppi di donne che stanno in una sorta di vasca o piscina, immerse in un liquido scuro fino al ginocchio, e dei tubi cilindrici uniscono altre vasche simili, dove stanno altre donne.

Dopo la sezione biologica, si trova un grande foglio ripiegato, nel quale sono disegnati nove "medaglioni" circolari, che contengono stelle e oggetti simili a cellule, con strane strutture fibrose che collegano i nove cerchi. Alcuni medaglioni hanno elementi simili a petali di fiori e altri presentano raggiere con stelle, oppure fasci di tubi. 

La sezione farmacologica, chiamata così per la presenza di numerosi vasi tipici delle antiche farmacie, con coperchi alti e affusolati e basamenti elaborati. Il settore contiene anche oltre cento disegni di piccole piante e radici, per cui molti suppongono che si tratti di erbe medicinali. 

Le pagine sono ricoperte da fitte righe di scrittura assai regolare, dall'apparenza familiare anche se ignota ma armoniosa e nitida, senza alcuna correzione. 

La storia di quello che venne, giustamente, definito "il libro più misterioso del mondo", inizia nel 1912, quando un mercante di libri antichi statunitense, Wilfred Voynich, lo acquista dalla scuola dei gesuiti di Villa Mondragone, presso Frascati; per questo motivo, il documento è comunemente noto come "Manoscritto Voynich".
Incollata dietro ad una pagina del libro, Voynich trovò una lettera di Johannes Marcus Marci (1595-1667), medico dell'imperatore Rodolfo II di Boemia, indirizzata al famoso poligrafo Athanasius Kircher in Roma, datata Praga 19 agosto 1665 (o 1666). 
In questa lettera Marci affermava che il libro gli era stato lasciato per testamento da un amico, di cui successive ricerche riveleranno l'identità: si trattava di Georg Baresch, un alchimista poco noto, nato verso il 1580/1585 in una località ignota. 
Marci mandava il libro a Kircher, massimo esperto di lingue a quel tempo, affinché lo decifrasse. 

Un'altra informazione fu ottenuta per caso: durante un'ispezione fotografica si scorsero alcune righe tracciate sulla prima pagina e quasi cancellate dal tempo. Esaminate all'infrarosso, si rivelarono essere una firma di appartenenza: "Jacobi a Tepenece", ovvero Jacobus Horcicki (morto nel 1622), direttore del giardino botanico e del laboratorio alchemico di Rodolfo. 

Numerosi esperti e studiosi cercarono e cercano tutt'ora di decifrare il Manoscritto Misterioso senza alcun successo.
Alcuni ritengono che sia stato scritto in un linguaggio artificiale, qualcosa sul tipo dell'Esperanto. Il testo del manoscritto è altamente ripetitivo, la stessa parola appare due o tre volte di seguito, e parole che differiscono di una sola lettera si presentavano con inusuale frequenza. Le singole parole erano insolitamente corte rispetto al latino e all'inglese. Curiosa la totale assenza di parole formate da una o due lettere, che invece esistono in tutte le lingua naturali.
Dopo tanti anni di studi, analisi e falliti tentativi di decifrazione, il manoscritto Voynich continua ad essere "il più misterioso libro della terra". 

Un libro rappresentante una realtà a noi sconosciuta, un manoscritto di un visionario o semplicemente un falso antico, frutto della fantasia? 

Tuttavia l''Università di Yale, custode del misterioso manoscritto, ha autorizzato la datazione al Radiocarbonio del manoscritto, attualmente conservato alla Binecke Rare Book and Manuscript Library.
Il team di ricercatori incaricato delle analisi, diretto da Greg Hodgins, ha prelevato quattro frammenti da altrettante pagine del manoscritto, ovviamente dai margini. Questi frammenti, lunghi sei millimetri e larghi uno, sono poi stati datati con il test del Radiocarbonio, ottenendo una datazione sorprendente: le pagine del manoscritto risalgono ad un periodo compreso tra il 1404 e il 1438. 



Inoltre Richard Roges, informatico di 58 anni, prossimo alla pensione, l'11 novembre del 2009 ha trovato il codice! Per secoli si è cercato di interpretare le parole del manoscritto, ma la verità è che il “libro più misterioso del mondo” non contiene parole. Bensì numeri.
La scoperta, come molte altre grandi scoperte, è avvenuta per caso...
Rogers, specialista nella gestione dei dati al Fleet Readiness Center East at Cherry Point, mentre stava lavorando ad un nuovo algoritmo per il Dipartimento di Stato americano, ha usato una pagina del manoscritto per testare il suo programma. E allora, il computer ha fornito i dati contenuti nel manoscritto in codice macchina. Praticamente, il Voynich è il primo foglio di calcolo della storia...
Tutto il manoscritto è basato su una griglia 8X8, praticamente una scacchiera (ma anche un simbolo della massoneria), e la prima pagina contiene solamente le istruzioni per leggere il manoscritto. Questa griglia contiene lettere nella parte alta e numeri in quella bassa. Il testo non contiene solamente algebra, ma anche le istruzioni per decifrare i messaggi e la simbologia del manoscritto. Secondo Rogers, il giardino di Villa Mondragone (Frascati), dove deve essere posizionata la griglia, potrebbe essere la vera chiave di lettura del manoscritto.
La ricerca non è ancora conclusa. Difatti Richard Rogers ormai si sta dedicando anima e corpo a portare avanti questa sua ricerca...
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LA LEGGENDA DI ORIA FUMOSA

La città di Oria è avvolta nella nebbia, conseguenza di una maledizione. La storia di Oria fumosa narra che durante la costruzione delle mura delle città o del castello secondo altre fonti, crollavano continuamente e nessuno riusciva a capire il perchè. I costruttori si recarono dagli oracoli il cui responso fu raccapricciante: era necessario cospargere le mura con il sangue di una fanciulla. Durante la notte le guardie girarono la città e trovarono una fanciulla che fu sacrificata proprio sulle pietre delle mura che non crollarono più. La madre, venuta a sapere del fatto, lanciò una maledizione alla città:
"Possa tu fumare Oria, come fuma il mio cuore disperato"
In alcune sere Oria è avvolta nalla nebbia e puntualmente viene ricordato il tragico evento. Ancora oggi gli anziani del posto ricordano la morte della fanciulla con una triste cantilena
"A Oria fumosa 'ccitera 'nna carosa, tant'era picciredda, ca si la mintera 'mposcia"
(Ad Oria fumosa, uccisero una bambina così piccola che potevano metterla in una tasca)

Per l'Associazione Studi Paranormale, Emiliano Amici
(www.sguardosulmedioevo.org)

Immagine tratta dal sito del Comune della Città di Oria: http://www.comune.oria.br.it/
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SIR CONAN DOYLE E HOUDINI

Erano entrambi profondamente interessati allo Spiritualismo; tuttavia, i loro punti di vista differivano completamente. Houdini era lo scettico, lo scopritore delle frodi psichiche; Doyle il credente, il San Paolo dello Spiritualismo. Come queste due persone siano divenute amici affezionati e poi nemici mortali, è una storia affascinante che vale la pena di essere raccontata.

Un interesse comune

Tutto cominciò all'inizio del 1920, quando Houdini, visitando le Isole Britanniche inviò a Sir Arthur uno dei suoi libri, The Unmasking of Robert-Houdin. In esso, egli raccontava la storia dei Fratelli Davenport, due medium-maghi americani divenuti assai famosi in varie parti del mondo alla metà del secolo scorso. La loro specialità era la presentazione del "Gabinetto Spiritico", uno stanzino di legno in cui essi sedevano, legati con diversi metri di corda. Non appena le porte dell'armadio venivano chiuse si udivano dei colpi battere, un tamburello e una campana suonare, e apparivano delle mani ai finestrini delle porte. L'esame dei medium alla fine della seduta, ma anche in qualsiasi momento di essa, dimostrava che essi erano sempre legati come all'inizio.

La questione era questa: si trattava di due medium genuini o di furbi prestigiatori, che in qualche modo riuscivano a liberarsi dai lacci e produrre essi stessi le manifestazioni ? Houdini aveva avuto la possibilità, nel 1910, di parlare a lungo con Ira Davenport, il solo fratello vivente, e si sentì privilegiato ad apprendere da lui l'abile trucco che usavano. Erano antesignani dell'arte dell'evasione che poi rese famoso Houdini ed Ira gli confessò che avevano sempre usato dei trucchi, ma che per ragioni pubblicitarie avevano lasciato che il pubblico decidesse da sé sulla vera origine delle loro sensazionali dimostrazioni..

Nel ringraziare Houdini per il libro, Sir Arthur scrisse che lui non dava molto peso a quel genere di rivelazioni : In quanto "confessioni" di uno Spiritualista, esse non hanno molto senso. Si dice di ogni famoso medium che abbia "confessato" ed è un vecchio trucco degli oppositori.". Inoltre dimostrò di credere in uno dei più vecchi trucchi usato da medium e psico-maghi imbroglioni per convincere gli astanti della realtà dei loro poteri (Wiseman, 1997; Polidoro, in stampa), cioè che il fallimento è la prova della genuicità delle dimostrazioni. Egli scrisse, infatti: "Posso solo capire che ci furono occasioni in cui essi non riuscivano a farcela, ma dato che ci sono periodi intermittenti in tutte le vere forze medianiche, ciò non depone contro di loro. E' dell'uomo che riesce sempre a garantire l'azione dello spirito che io sospetto di più".

In varie lettere seguenti, Sir Arthur ritorna ai Davenport ripetutamente, scrivendo: "Ho letto il libro sui Davenport che lei mi ha inviato. Come si possa pensare che fossero dei truffatori, mi riesce incomprensibile." E, dopo che Houdini gli mandò un quadro di lui con Ira : "...Lei dice che Ira Davenport produceva i suoi fenomeni con mezzi normali. Ma se è così (cosa che in realtà non credo) allora lui è evidentemente non solo un bugiardo, ma anche un blasfemo, dato che andava in giro con Mr. Ferguson, un religioso, , e mescolava a tutto la religione. Eppure lei si è fatto fotografare come un amico insieme a uno che , viste le circostanze, sarebbe bene non toccare neppure con un rastrello. Come spiegare questo? Il problema mi interessa".

Houdini, da parte sua, ansioso di coltivare l'amicizia con Doyle, replicò in modo un po' ambiguo: "Posso affermare decisamente che i Fratelli Davenport non sono mai stati scoperti", intendendo, con ciò, che nessuno aveva mai scoperto i loro trucchi. Doyle, però, preferì interpretare questa frase come conferma delle sue convinzioni, che non erano stati scoperti perché non c'era nulla da scoprire: " Fino a prova contraria, farò conto di poter usare il vostro autorevole giudizio all'occasione.".

In un ulteriore lettera Doyle rinforza il punto : "Ho dimenticato di chiederle, nella mia ultima, e lo faccio ora, se lei, con la sua esperienza così unica, pensa che i fenomeni dei Davenport fossero abili trucchi fisici, o se la loro asserzione di poteri occulti fosse veritiera". Houdini, ancora, fu non definitivo: "Riguardo ai fratelli Davenport, temo di non poter dire che tutto il loro lavoro fosse opera degli spiriti". Doyle trovò la risposta soddisfacente e così cominciò la loro amicizia.

Un incontro tra uno scettico e un credente

Fu circa a quel tempo che si sviluppò il profondo interesse di Houdini per lo Spiritualismo. Lui però si presentò a Doyle come uno studioso da lungo tempo dello Spiritualismo : ''Sono anni che dedico parte del mio tempo alla ricerca dei medium, in modo da trovarne prima o poi uno autentico - ma mi spiace dire che, fino a oggi, non ho mai assistito a una seduta spiritica che avesse qualcosa di genuino.'' E, in un altra lettera: ''Durante il mio tour in Australia, ho incontrato un uomo che sosteneva di avere smascherato Mrs Piper; ero a Berlino,in Germania, all'esperimento di Miss Rothe, la medium dei fiori; conosco i metodi delle sorelle Bang , le famose medium di Chicago; ero in tribunale al processo di Anna O'Delia Diss De Bar, chefu coinvolta con l'avvocatoLuther Marsh,..."

Si propose perfino a Doyle come discepolo: "Lei noterà che sono ancora uno scettico, ma uno che cerca la Verità. Sono pronto a credere, se troverò un Medium che, come lei suggerisce, non ricorra alla "manipolazione" quando il Potere non "arriva".

Il 14 aprile, finalmente si incontrarono a Windlesham, la casa di campagna di Doyle a Crowborough, in Sussex. "Visitato Sir A. Conan Doyle a Crowborough", scrisse Houdini nel suo diario. "Incontrati Lady Doyle e i tre bambini. Ho cenato con loro. Essi credono implicitamente nello Spiritualismo. Sir Arthur mi ha detto di aver parlato sei volte con suo figlio. Nessuna possibilità di imbroglio. Anche Lady Doyle crede ed ha avuto test convincenti. Me le ha raccontate.".

Houdini, chiese l'aiuto di Doyle per trovare un medium autentico: "Sono molto, molto ansioso di avere una seduta con un qualsiasi medium da cui lei possa farmi dare udienza. Prometto di andarci con mente assolutamente pulita, e desideroso di credere. Non porrò obiezioni di nessuna natura al modo di procedere del medium, e farò quanto in mio potere per ottenere un risultato." Doyle acconsentì e organizzò un certo numero di sedute per lui a Londra e altrove.

Le sedute con Eva C.

Le più famose sedute a cui Houdini partecipò in questo periodo furono quelle con la medium francese "Eva C.". Avvennero a Londra, nei locali della Society for Psyschical Research, e Houdini fu invitato a partecipare a diverse di esse. Eva C. (alias: Eva Carrire, anche se il suo vero nome era Marthe Braud) era specializzata nella produzione di "ectoplasmi", che apparentemente emanavano dalla sua bocca e da altri orefizi del corpo.

Per studiare il suo caso, e verificare se quei fenomeni erano prodotti normalmente o no, la SPR aveva invitato Eva in Inghilterra.

Diverse delle sedute cui partecipò Houdini furono fiaschi completi : non avvenne nulla. Lui lo disse a Sir Arthur in una lettera datata 19 Giugno 1920: "Bagally and Dingwall [due investigatori della SPR] mi informano che lei ha li ha davvero stupiti con le sue manifestazioni, io ho davvero voglia di essere presente e ci andrò ancora lunedì notte". Quella notte fu davvero ricca di fenomeni, come Houdini riferisce in quest'altra lettera:

Mio caro Sir Arthur,

Bene, la seduta dell'altra notte è stata un successo quanto a produzioni, ma non posso certo dire che fossero paranormali.

Le assicuro che non ho controllato il medium, perciò i suggerimenti non erano miei. Hanno fatto bere a Mlle. Eva una tazza di caffè e mangiare un dolce (presumo per tenerla un po' sù), e dopo che è stata stretta nei suoi vestiti aderenti e le è stata messa una garza sul volto, ha "manifestato"

1 Una sostanza simile a schiuma, sotto la garza. Era lunga circa 5 pollici (7,5 cm): lei diceva che stava "lievitando", ma nessuno di noi quattro (la signora Feilding, Baggally, Dingwall ed io) l'abbiamo vista "lievitare".

2 Un oggetto simile a stucco bianco sopra il suo occhio

3 Qualcosa che sembrava come una piccola faccia, circa 4 pollici di circonferenza. Era color terra cotta e Dingwall, che le teneva le mani, ha avuto la migliore visione dell' "oggettto".

4 . Una sostanza, simile a schiuma " che le usciva dal naso". Baggally and Feilding dicono che le usciva dal naso, ma Dingwall ed io siamo certi che era dentro la garza e che non usciva dal naso : io ho avuto la visione migliore, da due punti diversi. Ho deliberatamente preso questo vantaggio per vedere cos'era.. Era un effetto davvero sorprendente!

5 . La medium ha chiesto il permesso di rimuovere qualcosa dalla bocca : ha mostrato le sue mani vuote e ha tolto quel che sembrava una sostanza gommosa , che si è tolta e ci ha mostrato apertamente : noi abbiamo acceso le torcie elettriche e l'abbiamo vista chiaramente, quando d'un lampo, la sostanza è scomparsa.

La seduta è cominciata alle 19,30 ed è finita oltre mezzanotte. Abbiamo steso delle note, l'ha fatto la Signora Feilding, e lei avrà il rapporto completo. Ho trovato tutto molto interessante.

Dopo aver ricevuto questa lettera, Sir Arthur scrisse a Houdini: "Molto interessante. E' certamente al livello più basso e meccanico del mondo spirituale, o del mondo di confine, ma almeno è al di là della nostra attuale comprensione."

Houdini, però, non aveva rivelato immediatamente a Conan Doyle cos'altro pensava della seduta.. Infatti, in privato annotò: "Non sono mai stato convinto delle manifestazioni". Pochi anni più tardi, nel suo libro A Magician Among the Spirits, spiegò di aver scoperto i vari trucchi impiegati.. Egli pensava, ad esempio, che la sparizione della sostanza gommosa fosse stata eseguita con un destro movimento della mano: "So per certo che la mossa che ha fatto è identica al modo in cui io manipolo il mio esperimento." (si riferisce qui al "trucco dell'ago Hindu"). In conclusione, egli trovò che Eva e la sua assistente Mme Bisson, erano abili prestigiatrici: "Non esito a dire che quelle due approfittino semplicemente della credulità e della natura semplice delle persone con cui hanno avuto a che fare."

Barlumi della credulità di Doyle

Fu circa a questo punto che Doyle entrò nella faccenda delle fotografie delle fate. Scrisse a Houdini: "Ho qualcosa di molto più prezioso: due foto, una di un folletto, le altre di quattro fate in un bosco dello Yorkshire. Un falso! Lei dirà. Nossignore, non lo credo. Comunque, verrà svolta ogni indagine. Non posso spedirgliele. Le fate sono alte circa otto pollici. In una foto c'è un singolo folletto danzante. Nell'altra quattro belle, luminose creature. Sì, è una rivelazione".

E' interessante notare, comunque, che Houdini non commentò mai questo fatto nelle sue lettere: forse perché non riuscì ad impegnarsi a discuterlo.

Nel frattempo, Sir Arthur si andava via via convincendo che Houdini stesso aveva in realtà un qualche tipo di potere soprannaturale. "Ho sentito della sua rimarchevole impresa di Bristol", scrisse a Houdini. "Mio caro ragazzo, perché girare il mondo alla ricerca di una dimostrazione dell'occulto quando lei ne dà una tutto il tempo? Mrs. Guppy (una ben conosciuta medium) poteva smaterializzarsi, e così potevano vari personaggi delle sacre scritture, ed io credo francamente che anche lei possa farlo,- per cui di nuovo le domando perché lei vuole dimostrazioni dell'occulto? La mia ragione mi dice che lei ha questo meraviglioso potere, perché non c'è alternativa, io non posso dubitare su questo punto, sono la sua forza e il suo potere che l'aiutano... Mi diverte il fatto che lei investighi con la S.P.R. Loro non hanno mai pensati di investigare lei?"

Nell'aprile 1922, Sir Arthur andò negli Stati Uniti per una serie di letture sullo Spiritualismo. Esse crearono sensazione e le sale di lettura dove Doyle appariva erano sempre strapiene. La sua lettura d'apertura alla Carnegie Hall, in New York, dovette essere ripetuta sette volte per soddisfare tutti gli interessati. Houdini assistette a una delle letture, ma non ne discusse con Doyle. Invece, i due si incontrarono un mese più tardi, il 10 Maggio, quando Sir Arthur e sua moglie andarono a New York per pranzare a casa di Houdini.

Houdini mostrò la sua smisurata collezione di libri sulla magia e arti correlate a Sir Arthur, che fu molto impressionato ma notò la mancanza di buoni libri sullo Spiritualismo, cioè a favore di esso. In un memorandum, Houdini annotò più tardi quel giorno: "Senza dubbio sia Sir Arthur che Lady Doyle credono fermamente nello Spiritualismo, e sinceramente. Hanno ricordato una serie di eventi, che hanno accettato senza prove. Si sono fermati per il pranzo, e noi siamo stati molto felici della visita. Lady Doyle ha commentato che questa era la casa più simile a una casa che avesse mai visto. Dopo pranzo abbiamo chiamato una macchina e li abbiamo portati all' Ambassador Hotel".

Dentro la macchina, Houdini mostrò a Doyle un trucco davvero infantile, l'apparente rimozione della prima falange del pollice. La reazione di Doyle è esemplare della sua ingenuità : "Giusto un rigo per dirvi quanto siamo stati felici della nostra breve visita, ieri. Credo che la cosa che mi ha interessato di più è stato il piccolo "trucco" che lei mi ha mostrato in macchina. Lei dispone certo di meravigliosi poteri, che siano innati o acquisiti".

La seduta fatale

Il tour di letture di Doyle negli USA fu piuttosto frenetico, nessuna meraviglia che egli scrivesse a Houdini: "Fin dopo martedì sarò in agitazione. Poi, quando potrò respirare, spero di vederla - vederla normalmente, non in una cassa o appeso per un alluce a un grattacielo.".

Agli inizi di Giugno, Houdini invitò Doyle a presenziare al banchetto annuale della Società dei Maghi Americani a New York: "Ci incontrerà diversa gente interessante e, incidentalmente, è un vero affare per la nostra organizzazione, dato che ci saranno alcuni degli uomini pubblici e d'affari più importanti... so che sarà interessato a ad essere testimone delle perfomances dei prestigiatori dal punto di vista di uno spettatore".

Sir Arthur però, replicò: "Temo che i falsi fenomeni spirituali mi impediscano di partecipare al banchetto...io considero questo soggetto come sacro.". Houdini gli assicurò "da gentiluomo che non ci sarà nulla di detto o fatto che possa offendere nessuno". Alla fine, Doyle acconsentì a partecipare: "Naturalmente verremo. Mille grazie. Ma i miei sentimenti riguardo a fenomeni falsi sono gli stessi che suo padre avrebbe sentito nei riguardi di una falsa Pentecoste".

Fu a questo banchetto annuale che della Società dei Maghi Americani che Sir Arthur mostrò un pezzo del film più tardi incorporato nel film adattato dal suo libro The Lost World (1995).

Nello stesso mese, più tardi, Doyle e la sua famiglia presero un periodo di ben meritato riposo ad Atlantic City: una magnifica possibilità per invitare gli Houdini e passare un po' di tempo assieme. "I bambini le insegneranno a nuotare!" Sir Arthur scrisse a Houdini, "e il cambio le farà bene". A Houdini piacque l' idea e rispose subito: "La signora Houdini ed io la ringraziamo per l'invito a venire ad Atlantic City, e se voi ci sarete il prossimo sabato o domenica, saremmo felici di passare il week-end con voi ...La cosa più importante è che se i bambini vogliono insegnarmi a nuotare, lo farò, e in cambio insegnerò loro come fare una o due cosuccie che rendono nuotare assai interessante... ".

Il week-end era quello del 17\18 giugno 1922 , e l'hotel dove si fermarono gli Houdini e i Doyle l'Ambassador. Il sabato passarono il tempo giocando in piscina coi bambini. Il giorno dopo, la domenica, Bess ed Harry Houdini erano andati a prendere il sole sulla spiaggia, quando Doyle li trovò. Era venuto a suggerire che Lady Doyle avrebbe dato a Houdini una seduta privata, in cui avrebbe tentato di ottenere per lui un messaggio dalla sua amata madre, attraverso il suo potere medianico, usando la scrittura automatica. Chiedeva però se alla Signora Houdini non spiacesse di aspettare: "Lei capisce Signora Houdini, che questa sarà una prova per vedere se noi riusciamo a far sì che qualche Spirito si manifesti per Houdini, e le condizioni saranno migliori se non ci sarà presente nessun altra forza".

Così Houdini ricorda cosa avvenne in seguito:

Andai con Sir Arthur alla suite dei Doyle. Sir Arthur abbassò le persiane per escludere la luce diretta . Noi tre, Lady Doyle, Sir Arthur ed io, sedemmo attorno al tavolo su cui c'erano un mucchio di matite e carta da srivere, e poggiammo le mani sulla superficie del tavolo

Sir Arthur cominciò la seduta con una devota preghiera. Io mi ero prefisso di essere religioso per quanto in mio potere e che non avrei mai tentato di farmi beffe della cerimonia . Abbandonai tutti i miei pensieri terreni e mi rivolsi con tutta l'anima alla seduta.

Ero pronto a credere, anzi volevo credere. Era strano per me, e aspettavo col cuore che batteva, sperando di poter sentire ancora una volta la presenza della mia adorata Madre...

Subito Lady Doyle fu "posseduta da uno Spirito." Le sue mani si scuotevano e battevano sul tavolo, la sua voce vibrava e chiese agli Spiriti di darle un messaggio. Sir Arthur cercò di calmarla, le chiese di trattenersi, ma la mano di lei piombò sulla tavola il suo intero corpo si scosse ancora una volta, e cominciò a scrivere, tracciando una croce sulla parte superiore della pagina. Alla fine di ogni pagina Sir Arthur tirava via il foglio e lo passava a me. Io li lessi tutti tranquillamente, sperando e volendo credere che potevo sentire la presenza di mia madre.

Il primo foglio cominciava : "Oh, mio caro, grazie a Dio, grazie a Dio alla fine ce l'ho fatta. Ho cercato così tante volte. Adesso sono felice perché posso parlare con il mio ragazzo. Il mio adorato ragazzo : amici, grazie dal più profondo del cuore per questo." Continuò sullo stesso tono, per 15 pagine. Dopo che la seduta fu finita, Houdini sovrappensiero, prese una penna e scrisse il nome "Powell". Doyle fu sconvolto, perché un suo amico con quel nome, l'editore del Financial Times di Londra, era morto una settimana prima. Per Doyle fu l'ulteriore prova che lo stesso Houdini era medium: "Davvero è Saul tra i Profeti".

Quando Houdini e Doyle si separarono, quella sera si erano però formati due differenti opinioni di quel che era successo. Secondo Doyle, Houdini era "profondamente colpito" e, quando si incontrarono due giorni dopo a New York, ribadì: "Ho camminato a mezz'aria fino ad adesso.".

L'idea di Houdini però, era molto diversa. C'erano molti dettagli che non si conciliavano con quanto sapeva della madre. "Malgrado la mia santa madre avesse abitato in America per quasi 50 anni - scrisse- non riusciva a parlare, né a leggere, né a scrivere, in inglese", e il messaggio di Lady Doyle era in un inglese perfetto. Poi, il messaggio cominciava con un segno di croce : difficilmente la moglie di un rabbino avrebbe usato un tale simbolo. Per di più Houdini aveva cercato di pensare tutto il tempo alle cose familiari che aveva sempre discusso con sua madre : si aspettava qualche cenno ad essi nel messaggio. Non ce n'erano, e non c'era cenno al fatto che il giorno prima della seduta, il 17 giugno, era il compleanno della madre di Houdini.

Houdini non rivelò a Doyle i suoi dubbi sulla seduta, al momento; però protestò per il fatto che Doyle lo considerasse un medium. Riguardo all'incidente "Powell", infatti, Houdini spiegò che si riferiva ad un amico prestigiatore, Frederick Eugene Powell, con cui all'epoca aveva un fitto scambio di corrispondenza.

"No, la spiegazione Powell non va", fu l'immediata risposta di Sir Arthur "Non solo quello è l'uomo che potrebbe aver voluto incontrare me, ma quella sera la Signora M., la medium, aveva detto che " c'è un uomo qui : vuole dire che gli spiace aver dovuto parlare così bruscamente, nel pomeriggio. Il messaggio fu poi interrotto da un nuovo messaggio di sua madre, così non abbiamo avuto il nome. Ma questo mi conferma nel credere che fosse Powell. Comunque, lei deve senz'altro provare i suoi poteri ancora. "

Prima di tornare in Inghilterra, Doyle ricevette un invito da Houdini : "La signora Houdini ed io stiamo per celebrare il nostro 28 simo anniversario di matrimonio il 22 giugno. Volete raggiungerci per un piccolo party?" Doyle andò, e andarono a vedere Raymond Hitchcock al Carroll Theater che recitava in Pinwheel, "un accozzaglia di buoni sentimenti" Durante lo spettacolo, Hitchcock richiamò l'attenzione del pubblico sulla presenza dei due illustri ospiti.. Poi chiese ad Houdini di fare una piccola esibizione. Spinto da Sir Arthur e con l'intera platea che scandiva il suo nome, Houdini raggiunse il palcoscenico e presentò il "trucco indiano degli aghi", in cui egli apparentemente inghiottiva un gran numero di aghi, mandava giù anche alcuni metri di filo, e alla fine tirava fuori gli aghi perfettamente infilati nel filo.. "Di rado", scrisse un reporter il giorno dopo, "si son sentiti tanti applausi come quando Houdini è arrivato alla conclusione del mistero.. E' tornato infine a sedere, ma, col pubblico che pensava al mistero, lo spettacolo Pinwheel è stato tagliato e si è balzati al numero conclusivo. Un tale incidente è unico perché non c'è memoria nella storia teatrale del fatto di un artista che non solo blocchi, ma faccia abbreviare, uno spettacolo in cui non doveva avere una parte."

Doyle finalmente lasciò l'America con un telegramma di Houdini in tasca : "Bon Voyage. Possa il volere del Fato farla tornare presto per un altra piacevole visita."

Fine di un'amicizia

Il declino dell'amicizia tra Houdini e Conan Doyle's cominciò quando Houdini pubblicò un articolo nel the New York Sun, nell'ottobre 1922, in ci enfaticamente asseriva di "non aver mai visto o sentito niente che mi possa convincere della possibilità di una comunicazione con gli esseri amati che abbiamo perso." A ciò Sir Arthur, evidentemente urtato dall'asserzione di Houdini, che ovviamente implicava che la seduta di Lady Doyle era stata un fiasco, replicò: "Ne sono addolorato. Lei ha tutto il diritto del mondo di dire la sua opinione, ma quando lei dice di non aver avuto nessuna prova della sopravvivenza, lei dice qualcosa che io non posso conciliare con ciò che ho visto con i miei occhi." E concludeva: "Non voglio più discutere questo argomento con lei perché credo che lei abbia avuto le sue prove, e la responsabilità di accettarle o rifiutarle spetti a lei."

Houdini, che non si tirava mai indietro da una sfida, replicò: "Lei scrive di essere "addolorato". Sono convinto che non sia a causa mia, perché lei, essendo stato sincero e schietto per tutta la vita, deve ammirare naturalmente gli stessi tratti in altri esseri umani." Poi andava ad elencare tutti i suoi dubbi a proposito della seduta e si diceva sicuro che Doyle "non gli avrebbe portato rancore". "So", diceva, "che voi considerate questo argomento come una religione, ma personalmente io non posso farlo, almeno per ora, e con tutte le mie esperienze non ho mai visto né sentito nulla che potesse realmente convertirmi."

Il loro diverbio privato divenne presto una battaglia pubblica.

Agli inizi del 1923, Houdini era divenuto un membro del comitato dello Scientific American per investigare sui medium, un fatto che aveva lasciato Conan Doyle esterrefatto: "...lei non può sedere ad una commissione imparziale...essa diviene all'istante distorta." Più tardi espresse pubblicamente la sua opinione: "La commissione, a mio parere, ha quasi ucciso sé stessa. Può la gente non capire che "psichico" significa "dello spirito" , e che ciò riguarda non solo lo spirito invisibile o lo spirito dei medium, ma anche quello di ognuno degli Investigatori ?"

In Aprile, Doyle ritornò negli USA per continuare il suo tour di letture e incontrò Houdini a Denver. Ebbero lunghe discussioni sullo Spiritualismo ed alcune recenti investigazioni psichiche. Doyle aveva assistito ad una dimostrazione degli Zancig, una coppia di lettori mentali da varietà, e si era convinto che erano dei telepati reali. Houdini, invece, li conosceva personalmente : erano prestigiatori riconosciuti e membri della società dei Maghi Americani, ma nulla di questo smosse Doyle. "Sir Arthur disse che era capace di scoprire imbrogli", scrisse Houdini nelle sue note "ed avemmo una discussione in cui ho detto che non credevo che fosse così. Mi ha guardato sorpreso e gli ho detto. "Beh, anch'io, una volta ogni tanto, vedo qualcosa che non mi so spiegare".

Mentre stava a Denver, il quotidiano locale intervistò Doyle; il reporter gli disse che Houdini offriva 5 mila dollari per ogni impresa di un medium che egli non potesse replicare e Doyle disse che avrebbe dato lo stesso ammontare di denaro se Houdini avesse potuto "mostrarmi mia madre". Doyle si scusò immediatanmente con Houdini, dicendo che era stato mal riportato.

Poi fu la volta di Houdini ad essere "mal riportato" da un giornale di Los Angeles . Dopo aver letto l'intervista, in cui Houdini affermava le sue tipiche vedute sullo Spiritualismo, Doyle gli scrisse : "Ho dovuto trattarla un po' rudemente nel Oakland Tribune, perché loro mi hanno mandato un lungo pistolotto, riportato tra virgolette, percìò è sicuramente esatto. E' così pieno di errori che non so dove cominciare. Odio litigare con un amico in pubblico, ma cosa posso fare se lei dice cose che non sono corrette e che io devo contraddire o altrimenti esse passano per vere ?" In una successiva lettera, Doyle spiegò ancora: "Sono davvero spiacente di questa rottura, dato che ci siamo sentiti molto amici con la signora Houdini e con lei, ma "l'amicizia e' tale se e' ricambiata" e questa non è amicizia, ma al contrario è oltraggioso fare tali affermazioni, senza un atomo di verità in esse."

La rottura divenne sempre più profonda; in un altra lettera Doyle rimarcò: "Le nostre relazioni sono certamente curiose e probabilmente lo diventeranno ancor più, perché finchè lei attacca quello che io so essere vero, io non ho altra alternativa che attaccare lei a mia volta. Quanto a lungo una amiciazia privata possa sopravvivere a una tale prova io non so, ma almeno non ho creato io questa situazione."

L'ultima lettera scambiata tra loro fu scritta nel febbraio del 1924 da Doyle. In risposta ad una richiesta di informazioni di Houdini Sir Arthur scrisse: "Lei probabilmente vuole questi estratti per distorcerli in qualche modo contro di me o la mia causa." Un po' di tempo dopo Houdini mandò una breve nota, chiedendo se Doyle volesse ricevere una copia del suo nuovo libro A Magician Among the Spirits, ma non ebbe risposta.

La loro amicizia era finita, ma la loro disputa doveva continuare.

L'ultima disputa

Nell'estate 1924 l'argomento più importante nel campo della ricerca psichica era una nuova medium, potente quanto attraente, il cui nome era "Margery" (Mina Crandon). Era entrata nella gara dello Scientific American ed era considerata essere la più probabile vincitrice del premio. Almeno, finchè Houdini non non ebbe una seduta con lei. Infatti, egli riconbbe immediatamente i veri metodi usati da lei, e li rivelò prontamente al mondo..

Sir Arthur, che aveva incontarto Margery e aveva confermato i suoi poteri, considerò le rivelazioni di Houdini spazzatura, e scrisse un articolo su un giornale per raccontare la storia dell'indagine, basata sul racconto del Dootor Crandon, il marito di Margery . L'articolo fu concepito per screditare Houdini: "Dovrebbe essere la sua fine come ricercatore psichico - scrisse a Crandon - ammesso che eglil o sia mai stato".

Quando l'articolo fu pubblicato, Houdini annunciò che avrebbe "considerato una azione legale" contro Sir Arthur per calunnia : "Non c'è una parola di verità nelle sue accuse contro di me", dichiarò a un giornale, "Sir Arthur è stato malamente disinformato. Comunque non riesco a capire come egli, a 3500 miglia di distanza, possa qualifiicarsi come giudice." Egli attribuì la durezza dell'attacco di Doyle al suo essere "un poco senile... ed inoltre facilmente raggirabile" e al desiderio di rivincita, dato che egli aveva "spesso espresso la convinzione che Lady Doyle non fosse un medium valido" Doyle replicò ai giudizi di Houdini diagnosticando un "abnorme strutturazione della mente" che chiamò "Houdinitis", un sintomo della quale era la convinzione che "la destrezza manuale comporti una certa relazione con la capacità cerebrale".

Quella che era iniziata come una bella amicizia, nutrita da mutui rispetto ed ammirazione, finì in parole aspre e minaccie di azioni legali.

Tuttavia alla morte di Houdini, il 31 ottobre 1926, Doyle abbandonò i risentimenti ed si dichiarò incredulo e colpito : "Lo ammiravo molto, e non riesco a comprendere come la fine colpisca una persona così giovane. Eravamo grandi amici... Eravamo d'accordo su tutto, tranne che sullo spiritualismo." In una lettera a Beatrice Houdini, Doyle le scrisse: "Ogni uomo che ottiene l'amore e il rispetto di una donna buona deve essere egli stesso un uomo buono e onesto.", e descrive Houdini come "un marito amoroso, un buon amico, e un uomo pieno di dolci sentimenti".

Houdini... Il "Medium"

"Chi è stato il più grande acchiappa-medium dei tempi? Indubitabilmente Houdini. Chi è stato il più grande medium dei tempi moderni? Alcuni potrebbero essere inclini a dare la medesima risposta."

Questo è l' incipit de"The Riddle of Houdini", un saggio di Sir Arthur Conan Doyle pubblicato sul numero di luglio 1927 dello "Strand Magazine" e più tardi incluso nell'ultimo libro di Doyle The Edge of the Unknown (1930).

Il saggio descriveva molti meriti di Houdini :

Mi si lasci dire, in prima istanza, che in una lunga vita che ha toccato ogni parte dell'umanità Houdini è di gran lunga la personalità più curiosa ed interessante che abbia mai incontrato.. Ho conosciuto uomini migliori, ne ho certamente incontrati molto peggiori, m non ho mai incontrato un uomo che avesse contrasti così strani nella sua natura, e le cui azioni e motivazioni fossero più difficili da prevedere, o da conciliare.

Doyle ammirava in Houdini "la qualità squisitamente maschile del coraggio... Nessuno ha mai compiuto, e nessuno con ogni probabilità umana compirà , imprese così audaci e noncuranti del pericolo." Egli apprezzava anche la "allegra urbanità di Houdini in ogni giorno della vita : "Non si sarebbe potuto desiderare un compagno migliore se si era con lui, anche se poteva dire e fare le cose più inaspettate quando si era assenti."

Oltre a queste ed altre virtù, Doyle notava che "un aspetto prevalente del suo carattere era una vanità che era così ovvia ed infantile che diveniva più divertente che offensiva...Questa enorme vanità era combinata con una passione per la pubblicità che non conosceva confini e che doveva a tutti i costi essere gratificata".

L'aspetto centrale del saggio, tuttavia, era l'esposizione della teoria di Doyle secondo cui Houdini era un vero medium. Egli sosteneva che non c'era trucco nelle imprese di Houdini, come nelle sue evasioni: "Ci vuole una certa credulità, io credo, per dire che era un trucco, nel senso ordinario del termine ".

"Io sostengo", dichiarava Doyle, "che la capacità di Houdini era su un piano del tutto diverso, e che è un oltraggio al senso comune pensarla in un altro modo." Secondo Doyle, quindi, Houdini possedeva forti poteri psichici che gli permettevano di smaterializzarsi dai suoi legami e rimaterializzarsi poi fuori di essi.

Il fatto che Houdini gli avesse sempre detto di non avere alcun potere psichico e che usava solo trucchi, un fatto che Bess gli aveva ripetuto dopo la morte del marito, non poteva a nulla per convincere Doyle. Al contrario, questi dinieghi lo inducevano ulteriormente a credere che la sua teoria era corretta

Non è del tutto evidente che se egli non avesse negato i suoi poteri , il suo lavoro sarebbe stato perso per sempre ? Cosa avrebbero detto i suoi confratelli maghi di un uomo che avesse detto che metà dei suoi "trucchi" erano eseguiti con quelli che essi avrebbero considerato poteri illeciti ? Sarebbe stato l' "exit Houdini"

Questo fu uno degli ultimi lavori di Doyle. In una delle sue ultime lettere, a B. M. L. Ernst, l'avvocato di Houdini, Sir Arthur scrisse: "Le scrivo dal letto, dato che sono malamente caduto, ed ho sviluppato una Angina Pectoris. Perciò c'è la possibilità che possa parlare di tutto ciò direttamente con Houdini tra non molto." Il 7 luglio 1930, quattro anni dopo la morte di Houdini, l'arciscettico, Sir Arthur Conan Doyle, lo strenuo credente, morì.
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PROFEZIE DI FATIMA


E’ bene precisare che nonostante si parli comunemente di tre segreti in realtà il segreto di Fatima è unico. Si tratta di un messaggio diviso in tre parti, di cui la prima riguarda la visione dell’inferno, la seconda parte la consacrazione della Russia al Cuore Immacolato, la terza parte l'invito alla Penitenza e il sacrificio dei martiri della Chiesa. Nel 1941 Suor Lucia - su richiesta del suo vescovo Mons. José Alves Correia da Silva - scrisse un resoconto delle apparizioni. In questo resoconto Suor Lucia spiegava che il segreto affidatogli nell’apparizione del 13 luglio 1917 constava di tre parti distinte, la terza delle quali non poteva però essere ancora svelata. Suor Lucia affidò al Vescovo le prime due parti del segreto e queste furono rese pubbliche dal Santo Padre nel 1942, in occasione della consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria.
La terza parte venne scritta da Suor Lucia il 3 gennaio del 1944 e quindi affidata al Vescovo di Leiria che la consegnò a Papa Pio XII. Il terzo segreto, su indicazione di Suor Lucia, avrebbe dovuto essere rivelato al mondo dopo il 1960, ma Papa Giovanni XXIII, che era in carica in quel periodo, non ritenne opportuno renderlo pubblico e lo stesso fecero anche tutti i suoi successori; fino a Giovanni Paolo II che, a sorpresa, il 13 maggio 2000 – in occasione della beatificazione di due dei veggenti di Fatima, Giacinta e Francisco Marto – dichiarò di aver incaricato la Congregazione per la Dottrina della Fede di farlo tradurre e divulgare.
Il 26 giugno 2000 la terza parte del segreto è stata presentata ufficialmente dalla Chiesa al pubblico accompagnata da un commento teologico pastorale del Prefetto della Congregazione stessa, il cardinale Joseph Ratzinger. Ecco riportate qui di seguito le tre parti del segreto di Fatima. Le prime due parti sono tratte dalla "terza memoria" del 31 agosto 1941. Suor Lucia descrive in questi termini la visione dell’inferno che le venne mostrata il 13 luglio 1917:

PRIMA PARTE
"La Madonna ci mostrò un grande mare di fuoco, che sembrava stare sotto terra. Immersi in quel fuoco, i demoni e le anime, come se fossero braci trasparenti e nere o bronzee, con forma umana che fluttuavano nell'incendio, portate dalle fiamme che uscivano da loro stesse insieme a nuvole di fumo, cadendo da tutte le parti simili al cadere delle scintille nei grandi incendi, senza peso né equilibrio, tra grida e gemiti di dolore e disperazione che mettevano orrore e facevano tremare dalla paura. I demoni si riconoscevano dalle forme orribili e ributtanti di animali spaventosi e sconosciuti, ma trasparenti e neri. Questa visione durò un momento. E grazie alla nostra buona Madre del Cielo, che prima ci aveva prevenuti con la promessa di portarci in Cielo (nella prima apparizione), altrimenti credo che saremmo morti di spavento e di terrore".
I bambini rimangono spaventati dalla visione e come per chiedere aiuto alzano gli occhi alla Madonna la quale, rivolgendosi ad essi con bontà e tristezza, dice:

SECONDA PARTE

"Avete visto l'inferno dove cadono le anime dei poveri peccatori. Per salvarle, Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al Mio Cuore Immacolato. Se faranno quel che vi dirò, molte anime si salveranno e avranno pace. La guerra sta per finire; ma se non smetteranno di offendere Dio, durante il Pontificato di Pio XI ne comincerà un'altra ancora peggiore. Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che è il grande segno che Dio vi dà che sta per castigare il mondo per i suoi crimini, per mezzo della guerra, della fame e delle persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre. Per impedirla, verrò a chiedere la consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato e la Comunione riparatrice nei primi sabati. Se accetteranno le Mie richieste, la Russia si convertirà e avranno pace; se no, spargerà i suoi errori per il mondo, promovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno distrutte. Finalmente, il Mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre Mi consacrerà la Russia, che si convertirà, e sarà concesso al mondo un periodo di pace.
In Portogallo si conserverà sempre il dogma della fede, ecc. [aggiunta di suor Lucia contenuta nella quarta memoria]".

La Vergine conclude con l’avvertimento di "non dire questo a nessuno, tranne che a Francesco".
Suor Lucia credette di riconoscere il "gran segno" a cui si fa riferimento nel segreto, nella straordinaria aurora che illuminò il cielo nella notte fra il 25 e il 26 gennaio del 1938 (dalle 20.45 alle 0l.l5, con brevi intervalli).
Segue la lettera consegnata nel 1944 al Vescovo di Leiria con la quale Suor Lucia ha rivelato la terza parte del segreto:
" J.M.J.
La terza parte del segreto rivelato il 13 luglio 1917 nella Cova di Iria-Fatima.
Scrivo in atto di obbedienza a Voi mio Dio, che me lo comandate per mezzo di sua Ecc.za Rev.ma il Signor Vescovo di Leiria e della Vostra e mia Santissima Madre.
Dopo le due parti che già ho esposto, abbiamo visto al lato sinistro di Nostra Signora un poco più in alto un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra; scintillando emetteva fiamme che sembrava dovessero incendiare il mondo; ma si spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora emanava dalla sua mano destra verso di lui: l'Angelo indicando la terra con la mano destra, con voce forte disse: Penitenza, Penitenza, Penitenza! E vedemmo in una luce immensa che è Dio: “qualcosa di simile a come si vedono le persone in uno specchio quando vi passano davanti” un Vescovo vestito di Bianco “abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre”. Vari altri Vescovi, Sacerdoti, religiosi e religiose salire una montagna ripida, in cima alla quale c'era una grande Croce di tronchi grezzi come se fosse di sughero con la corteccia; il Santo Padre, prima di arrivarvi, attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo tremulo con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino; giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande Croce venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce, e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i Vescovi Sacerdoti, religiosi e religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni. Sotto i due bracci della Croce c'erano due Angeli ognuno con un innaffiatoio di cristallo nella mano, nei quali raccoglievano il sangue dei Martiri e con esso irrigavano le anime che si avvicinavano a Dio.
Tuy-3-1-1944".

Fotocopia del testo originale della prima e seconda parte del segreto, nella redazione fatta da suor Lucia nella "terza memoria" del 31 agosto 1941 (destinata al vescovo di Leiria-Fatima)



Fotocopia del testo originale della terza parte del segreto


Fonte: http://profezie3m.altervista.org/ptm_fat-segr.htm

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